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Insurtech in Italia: tecnologia e consulenza assicurativa

L’insurtech rende più rapido il dialogo tra cliente e intermediario, ma non sostituisce la valutazione professionale. Pratica digitale, firma elettronica, API e AI devono rispettare le regole IDD su bisogni e adeguatezza.

5 ottobre 20268 min di letturaRedazione ASSI-ONE
Consulente assicurativo e cliente consultano una pratica digitale su tablet in ufficio
In sintesi
  • L’insurtech non è solo vendita online: è un modo più ordinato, tracciabile e veloce di gestire analisi, preventivi, documenti e assistenza.
  • La pratica digitale e la firma elettronica riducono tempi e passaggi manuali, ma richiedono identificazione, consenso informato e corretta conservazione della documentazione.
  • Le API permettono agli intermediari e ai broker partner di scambiare dati in modo più efficiente, evitando duplicazioni e migliorando il controllo del processo.
  • L’intelligenza artificiale può supportare raccolta dati, classificazione dei rischi e assistenza operativa, ma deve restare sotto supervisione umana.
  • Le regole IDD e IVASS impongono che la distribuzione assicurativa parta dai bisogni del cliente e dalla coerenza della soluzione proposta.

Insurtech in Italia: che cosa sta cambiando davvero

Negli ultimi anni il termine insurtech è entrato stabilmente nel lessico assicurativo italiano. Spesso viene associato a portali online, comparatori, preventivi rapidi e documenti firmati a distanza. Questa lettura, però, è parziale. La trasformazione tecnologica più rilevante non riguarda soltanto il canale di acquisto, ma il modo in cui cliente, intermediario, broker partner e compagnie gestiscono informazioni, valutazioni, documenti e decisioni.

Per un’impresa, un professionista o una famiglia, la differenza concreta si misura in meno carta, meno ripetizioni, più tracciabilità e maggiore possibilità di seguire lo stato della pratica. Per l’intermediario, invece, la tecnologia consente di raccogliere dati in modo più ordinato, confrontare le informazioni ricevute, dialogare con i broker partner tramite sistemi integrati e mantenere evidenza del percorso seguito.

Questo non significa che la consulenza perda valore. Al contrario, in un mercato in cui i rischi diventano più tecnici, dalla cyber security alla responsabilità degli amministratori, dalla tutela della casa alla copertura sanitaria, la tecnologia serve a liberare tempo dalle attività ripetitive e a concentrarlo sull’analisi.

Pratica digitale: dal modulo cartaceo al processo tracciabile

La pratica digitale è uno dei cambiamenti più visibili. In passato molte attività assicurative erano basate su scambi di e-mail, scansioni, allegati incompleti e firme ripetute. Oggi un processo ben progettato può guidare il cliente nella raccolta delle informazioni, segnalare dati mancanti, archiviare i documenti e rendere più semplice il dialogo tra le parti coinvolte.

La digitalizzazione, però, non deve essere confusa con una semplice dematerializzazione. Caricare un PDF su una piattaforma non basta. Una pratica digitale efficace deve avere passaggi chiari: identificazione del cliente, raccolta delle esigenze, acquisizione dei documenti, verifica delle informazioni, proposta assicurativa, sottoscrizione e gestione successiva.

Perché la tracciabilità è importante

Nel rapporto assicurativo la tracciabilità è un elemento essenziale. Permette di ricostruire quali informazioni sono state fornite, quali documenti sono stati consegnati, quali richieste sono state formulate e su quali basi è stata proposta una soluzione. Questo aspetto tutela il cliente, che può avere maggiore chiarezza sul percorso seguito, e tutela anche l’intermediario, che deve operare secondo regole precise.

La distribuzione assicurativa in Italia è disciplinata dal Codice delle Assicurazioni Private, D.Lgs. 209/2005, dalla normativa di recepimento della Direttiva IDD, tra cui il D.Lgs. 68/2018, e dal Regolamento IVASS n. 40/2018. Il Registro Unico degli Intermediari, RUI, è tenuto dall’IVASS. In questo quadro, l’innovazione tecnologica deve inserirsi senza ridurre gli obblighi di correttezza, trasparenza e professionalità.

Firma elettronica: velocità, ma anche consapevolezza

La firma elettronica è uno degli strumenti che hanno reso più semplice la gestione a distanza delle pratiche assicurative. Consente di sottoscrivere documenti senza appuntamenti fisici, con vantaggi evidenti per imprese con più sedi, professionisti con poco tempo disponibile e famiglie che preferiscono completare la procedura da remoto.

In ambito europeo il riferimento generale è il Regolamento eIDAS, Regolamento UE n. 910/2014, che disciplina identificazione elettronica e servizi fiduciari. Nella pratica, il tipo di firma utilizzabile e il relativo valore probatorio dipendono dal processo adottato, dal documento da firmare e dalle modalità di identificazione. Per questo è opportuno verificare sempre le condizioni operative del servizio e la documentazione messa a disposizione.

La firma digitale o elettronica non deve trasformarsi in un clic frettoloso. Prima della sottoscrizione il cliente deve poter leggere i documenti, comprendere le principali caratteristiche della copertura, verificare esclusioni, franchigie, scoperti, massimali, durata, eventuali dichiarazioni rilevanti e modalità di recesso, se previste. La tecnologia accelera il percorso, ma non elimina la necessità di decidere con attenzione.

API con i broker: integrazione tra sistemi e meno errori manuali

Un’altra componente dell’insurtech è meno visibile al cliente finale, ma molto importante: l’integrazione tramite API. Le API, Application Programming Interface, sono collegamenti tecnici che permettono a sistemi diversi di scambiare dati in modo strutturato. Nel settore assicurativo possono facilitare il dialogo tra piattaforme di front office, sistemi documentali, strumenti di quotazione e infrastrutture dei broker partner.

Per una divisione assicurativa come ASSI-ONE, che è la divisione insurtech di Credit-One S.p.A. e opera con broker partner, l’integrazione tecnologica consente di gestire con maggiore ordine le richieste del cliente, inoltrare le informazioni necessarie, ricevere riscontri e seguire l’avanzamento della pratica. Il beneficio non è solo la rapidità: è anche la riduzione delle duplicazioni e degli errori di trascrizione.

Dati coerenti lungo tutta la filiera

In assicurazione, un dato incompleto o non aggiornato può incidere sulla qualità dell’analisi. Pensiamo a un’impresa che deve assicurare più sedi, a un professionista con attività diversificate o a una famiglia con immobili, veicoli e bisogni di protezione personale. Se le informazioni vengono raccolte una volta sola, validate e poi trasferite in modo coerente lungo la filiera, il processo diventa più affidabile.

Naturalmente l’integrazione tecnica deve rispettare le regole sulla protezione dei dati personali e i principi di minimizzazione, sicurezza e riservatezza. Non tutto deve essere condiviso con tutti: devono circolare soltanto le informazioni necessarie per la finalità assicurativa e per la gestione della pratica.

Il ruolo dell’AI: supporto operativo, non sostituzione della consulenza

L’intelligenza artificiale può offrire un contributo rilevante nell’insurtech. Può aiutare a classificare richieste, leggere documenti, individuare informazioni mancanti, predisporre riepiloghi, suggerire controlli, organizzare scadenze e migliorare l’assistenza al cliente. In prospettiva, può rendere più semplice anche l’analisi preliminare di rischi complessi, purché sia utilizzata con criteri chiari.

Il punto decisivo è la supervisione umana. Le decisioni assicurative non possono essere ridotte a un automatismo opaco. L’AI può supportare l’intermediario, ma non deve sostituire la valutazione professionale, soprattutto quando occorre comprendere esigenze specifiche, limiti di copertura, coerenza tra rischio e soluzione, o possibili conseguenze di dichiarazioni inesatte.

Per il cliente, l’uso responsabile dell’AI dovrebbe tradursi in risposte più rapide e documenti più ordinati, non in una relazione impersonale. La tecnologia deve aiutare a fare domande migliori, non a saltarle. Deve segnalare anomalie, non nascondere complessità. Deve semplificare il linguaggio, non banalizzare le condizioni contrattuali.

Regole IDD: bisogni del cliente e coerenza della proposta

La Direttiva IDD, recepita nell’ordinamento italiano, ha rafforzato l’attenzione sul comportamento del distributore e sulla centralità del cliente. Prima di proporre un contratto, l’intermediario deve raccogliere informazioni utili sulle richieste e sulle esigenze assicurative. La soluzione presentata deve essere coerente con tali esigenze.

Nel linguaggio comune si parla spesso di adeguatezza, ma è importante distinguere i diversi contesti. Per i prodotti assicurativi in generale, il distributore deve valutare richieste ed esigenze del cliente e proporre coperture coerenti. Per i prodotti di investimento assicurativo, gli obblighi informativi e valutativi possono essere più articolati. In ogni caso, il principio operativo è chiaro: la tecnologia non può spingere verso una scelta standard se il profilo del cliente richiede un’analisi diversa.

Questo vale per tutte le aree: impresa, professione e famiglia. Una PMI non ha gli stessi rischi di una start-up tecnologica; un condominio non ha le stesse esigenze di una villetta indipendente; un medico, un avvocato e un ingegnere hanno obblighi e profili di responsabilità differenti. Un processo digitale corretto deve raccogliere queste differenze, non appiattirle.

Che cosa deve aspettarsi il cliente da un percorso insurtech serio

Un percorso insurtech ben strutturato non promette miracoli né prezzi garantiti. Offre metodo. Il cliente dovrebbe poter riconoscere alcuni elementi concreti:

  • raccolta guidata delle informazioni, con domande comprensibili e pertinenti;
  • identificazione chiara dei soggetti coinvolti nella distribuzione;
  • documenti disponibili prima della firma e conservabili nel tempo;
  • possibilità di chiarire dubbi su esclusioni, franchigie, scoperti e massimali;
  • tracciabilità delle richieste e dello stato della pratica;
  • intervento umano nei passaggi valutativi e nelle scelte rilevanti;
  • rispetto della riservatezza e uso proporzionato dei dati.

La vera innovazione, quindi, non è eliminare l’intermediario. È costruire un rapporto più efficiente e più trasparente tra cliente e intermediario, lasciando alla consulenza il compito che le compete: interpretare il rischio e orientare la scelta.

ASSI-ONE e il valore della consulenza digitale

ASSI-ONE è la divisione insurtech di Credit-One S.p.A., intermediario assicurativo iscritto al RUI IVASS sezione E n. E000590071, e opera con broker partner iscritti nella sezione B del Registro. Il modello integra strumenti digitali, raccolta strutturata delle informazioni e supporto consulenziale, con l’obiettivo di rendere più semplice l’accesso alle soluzioni assicurative senza rinunciare alla valutazione professionale.

Per imprese, professionisti e famiglie, questo approccio è particolarmente utile quando il bisogno assicurativo non si esaurisce in una singola polizza, ma richiede una visione d’insieme: responsabilità civile, protezione del patrimonio, rischi informatici, tutela delle persone, continuità dell’attività, coperture obbligatorie e soluzioni facoltative.

Chi desidera rivedere le proprie coperture o avviare una nuova pratica può richiedere ad ASSI-ONE un’analisi o un preventivo gratuito. La valutazione consente di raccogliere le informazioni essenziali, individuare le esigenze assicurative e verificare, con il supporto dei broker partner, le soluzioni disponibili in modo coerente con il profilo del cliente.

Domande frequenti

Che cosa significa insurtech nel mercato assicurativo italiano?

Indica l’uso di tecnologie digitali nei processi assicurativi: raccolta dati, preventivazione, gestione documentale, firma elettronica, integrazione tra sistemi e assistenza al cliente. Non sostituisce gli obblighi professionali dell’intermediario.

La firma elettronica rende valida una polizza assicurativa?

La validità dipende dal processo adottato, dal tipo di firma e dal documento sottoscritto. È importante verificare le condizioni del servizio, leggere la documentazione precontrattuale e conservare copia dei documenti firmati.

L’intelligenza artificiale può decidere quale polizza proporre?

L’AI può supportare analisi, classificazione e gestione operativa, ma le valutazioni rilevanti devono restare sotto supervisione umana. La proposta deve essere coerente con le esigenze del cliente e con le regole di distribuzione assicurativa.

Quali regole tutelano il cliente nella distribuzione assicurativa?

Il riferimento principale è il Codice delle Assicurazioni Private, insieme alla normativa di recepimento IDD e al Regolamento IVASS n. 40/2018. Il distributore deve raccogliere richieste ed esigenze del cliente e proporre soluzioni coerenti.

Contenuto informativo della redazione ASSI-ONE: non costituisce consulenza personalizzata né offerta al pubblico. Le condizioni dei prodotti sono quelle dei contratti e dei set informativi. Riferimenti normativi da verificare sulla disciplina vigente.
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